napolioggi

8 marzo 2001: Carmen e la festa della donna

Ineventi su 9 marzo 2011 a 01:16

Quale miglior connubio: il prototipo della liberazione femminile rappresentato al Teatro S. Carlo nel giorno rivendicativo dei diritti delle donne | Una messa in scena convincente, una compagnia di canto soddisfacente ma su tutto il personaggio della zingara che muore per affermare la propria natura ribelle e libera.Vedere per credere.

G.P.

3 marzo 2011:Don Giovanni,a cenar teco

Ineventi su 5 marzo 2011 a 20:48

Donne e geometria,postulati matematici e passioni sfrenate,fino alla ricerca dell’equazione dell’amore.


Antonio Latella ridisegna la storica figura di Don Giovanni nella sua ultima fatica:“Don Giovanni,a cenar teco”,in scena dal 3 al 6 marzo al Teatro San Ferdinando di Napoli.

 

 

In scena c’e’ la vita di Don Giovanni,seduttore per natura ( “Lo scherzo più grande è il matrimonio. Serve ad irretire le donne.”),conquistatore instancabile (“ Perchè fermare gli occhi ad una sola bellezza?”)e al contempo infelice cronico,cinico spietato e blasfemo (“Don Giovanni non crede né al cielo, né alla terra,non crede nemmeno al lupo mannaro”)che porta lo spettatore all’interno di un mondo e di un pensiero fatto di passioni momentanee e attaccamenti impulsivi e fugaci che lo rendono il perfetto assassino di ogni tipo d’amore.
Latella ce lo descrive come un vampiro della vita, un essere schiavo del suo amore per l’amore stesso,innamorato del genere femminile e di ogni suo esemplare,senza mai farsene possedere davvero, godendo del rischio e del gioco di sottomettere una donna e poi fuggire verso una nuova avventura.
La vicenda si alterna tra le continue conquiste del fascinoso Don Giovanni e i discorsi artefatti e talvolta inconcludenti del suo fedele servo Sganarello che sostiene l’amore puro e tenta in ogni modo di recuperare l’animo del nobile padrone.
Per chi si chiedesse a che tipo di spettacolo sta per assistere la risposta e’ “ad un spettacolo di Latella”,difficilmente inquadrabile in un genere teatrale perché spazia in lungo e in largo nella storia del teatro creando uno show a tratti brillante dai tempi veloci e incalzanti e a tratti intervallato da momenti “più statici” che sembrano quasi dilatare il racconto.
Pennellate di commedia dell’arte con riferimenti alle maschere e al gioco dei ruoli, mimica portata all’eccesso, inputs che riescono a stimolare a più livelli la curiosità dello spettatore,fanno di “Don Giovanni,a cenar teco”,un insieme di emozioni che investono l’anima di chi assiste.
Scenografia minimalista con un palco pressoché nudo quasi a voler trasmettere la “nudità” dell’attore stesso;interessante il disegno luci e buona la cura dei costumi;l’unica pecca di questo egregio lavoro risulta essere la durata complessiva (210 minuti circa) che rischia di far calare la concentrazione di un pubblico attento ma stanco dalla violenza d’immagini e percezioni e da monologhi talvolta troppo lenti e cattedratici.

V.D.B.

 

9 febbraio 2011: La Bella Addormentata

Ineventi su 10 febbraio 2011 a 23:12

Equipaggiati dalla recente visione televisiva del capolavoro disneyano nonchè da precedenti messe in scena del balletto e dalla lettura della fiaba nelle sue versioni giungiamo al Real Teatro S.Carlo con la fondata aspettativa di godere di uno spettacolo evocativo di profonde risonanze archetipiche.Al contrario veniamo proiettati nella metà del XX secolo ed assistiamo alle vicende di vita di una tipica famiglia nucleare della middle class americana.Lui e lei, giovani ed innamorati, sono felici per la sospirata nascita della primogenita Aurora.Festeggiano l’evento commettendo una terribile gaffe.Dimenticano  di invitare una amica di famiglia.L’esclusa compare in scena nel look di una presenzialista del più becero talk show televisivo incutendo il terrore consono alla rabbia e all’invida che manifesta.Né ha ben donde ritrovandosi single e non più giovane a rimirare la felicità e la fecondità altrui.La vendetta si consuma a freddo, cosicchè ella aspetta di ritrovare Aurora adolescente per infliggerle la punizione.Aurora è divenuta una fanciulla assai tormentata.Reclusa dai genitori in un severo college, alle prese con turbamenti adolescenziali, un pizzico anoressica e capricciosa, si affida alla sua aguzzina che le si offre come modello di femminilità.La vamp conduce Aurora verso l’eros ed il thanatos rappresentato da un pusher che seduce la fanciulla e la riduce alla tossicomania.Il letto d’ospedale accoglie per sempre Aurora addormentata dalla droga.Passa il tempo ed un collega del medico che si occupa di lei ascolta la sua storia, si invaghisce e la risveglia con una bacio.La coppia si sposa ma incorre ancora nel destino avverso.Per risolvere la propria sterilità si affidano alla medicina per avere infine due gemelli.Essi solo sconfiggono la malefica presenza femminile.Spettacolo accolto da rumorosi dissensi.Noi dissentiamo dai dissensi.Innovare non significa tradire la tradizione e tradizione non implica conservazione.La favola di Perrault è un contenitore simbolico universale che può generare infinite versioni e variegate emozioni.A noi sono piaciute.A voi spettatori ulteriori commenti

P.G.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.